8 marzo. Festa della Donna
Nell’immaginario collettivo la festa della donna, soprattutto per le giovanissime (e meno giovani), è la ricorrenza da dedicare all’uscita con le amiche di sempre per concedersi una serata lontana dalla routine di tutti i giorni, fatta nella maggior parte dei casi di lavoro-casa-figli-marito, e – perché no? – all’insegna del “proibito” e della trasgressione (striptease maschile e così via). Numerose sono le iniziative festaiole che attraversano lo Stivale nei vari locali della penisola.
Come il prossimo 8 marzo trascorso ad esempio allo Shangò Disco di Roma, 25 Euro per una serata con cena, strip maschile e discoteca house, commerciale e chill out. Oppure a Firenze con The original Full Monty al locale Regina Margherita. Milano si sbizzarrisce letteralmente. Dal Tocqueville 13 al Caffè Real, dal Light all’Old Fashion Cafè tanto per citarne alcuni. Da nord a sud è follia collettiva con interi “squadroni” di pulzelle decorate con il giallo delle mimose a caccia di un clima che nella sua goliardica espressione ha molto a che vedere con l’allegria e la spensieratezza del Carnevale. La donna che da preda si fa cacciatrice (cosa che solletica molto l’immaginario maschile). Ma è davvero questa l’essenza dell’8 marzo? Festa delle cacciatrici di stripmen o invece celebrazione della rivendicazione dei diritti delle donne?
Facciamo un passo indietro di quasi cento anni. Siamo nel 1908 a New York. Siamo in una delle numerose fabbriche tessili della città. E’ l’8 marzo e si preannuncia una giornata terribile. Qualche giorno prima le operaie avevano iniziato uno sciopero per protestare contro le terribili condizioni di lavoro a cui erano costrette dal proprietario, tal Mr. Johnson. L’8 marzo del 1908 venne appiccato il fuoco alla fabbrica con decine di operaie al suo interno. 129 donne morirono bruciate semplicemente perché avevano voluto far valere i propri diritti. Da allora e su proposta di Rosa Luxemburg questa giornata divenne il simbolo della lotta internazionale delle rivendicazioni femminili in tutto il mondo occidentale. Nel corso degli anni il significato autentico di questa celebrazione è andato via via perdendosi ma occorre tenere a mente che l’8 marzo non è solo spogliarello maschile messo in scena affinché le donne possano “rifarsi gli occhi”, bensì un’occasione per riflettere sul ruolo politico delle donne, sugli sforzi fatti e sul cammino da percorrere. Detto ciò, buon 8 marzo a tutte qualunque sia il modo in cui lo festeggerete.
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