Bellezze nude? Guardare ma non… guidare
E’ diventato ormai un costume abbastanza diffuso quello di usare il corpo maschile, ma soprattutto quello femminile, per promuovere ogni genere di prodotti: dall’intimo, ai profumi, ai cibi dietetici, alle riviste persino agli amari e ai prodotti per l’edilizia.
Finché le pubblicità compaiono in televisione o suoi giornali al massimo si rischia, a guardare troppo intensamente, la reprimenda del proprio “lui” e della propria “lei”. Il problema più serio nasce se queste pubblicità sono poste sulle strade dove possono diventare un rischio concreto per l’attenzione di ogni guidatore.
Il pericolo che arriva dalle curve pericolose insomma, le curve delle donne però, non quelle dei tornanti. La Privilege Insurance, una delle compagnie assicurative britanniche con più iscritti e maggior fatturato ha portato avanti una ricerca in collaborazione con la Brunel University secondo la quale circa il 20% degli uomini avrebbe dichiarato di fare più attenzione alle ragazze nude sui cartelloni pubblicitari piuttosto che alla strada.
La percentuale è molto più bassa per le donne, circa il 9%, che si fanno attirare dalle immagini maschili di tronisti, modelli, sportivi e chi più ne ha più ne metta.
La ricerca sottolinea un dato abbastanza inquietante: 5 secondi senza la totale attenzione sulla strada equivalgono ad una distanza di circa 100 metri percorsi in “stand by”. Se poi si aggiunge il fatto che spesso oltre ai cartelloni “fermi” ci sono le pubblicità mobili su taxi, autobus, treni, le fonti di distrazione (e di rischio) aumentano ancora di più. Ovviamente difficile trovare una correlazione “scientifica” tra i due fattori, anche perché occorrerebbe considerare le distrazioni “ambulanti” e in carne e ossa che, soprattutto d’estate, popolano i marciapiedi provocando il classico strombazzamento del guidatore. Insomma chiudiamo in casa anche le belle donne e i begli uomini?





