Città della Scienza di Napoli, cos’era?

città scienza napoli

Un rogo di probabile origine dolosa ha distrutto la Città della Scienza a Napoli qualche giorno fa. Un immenso patrimonio culturale e uno dei più importanti poli legati al turismo scientifico in Italia e in Europa è andato perduto. Ma cos’era la Città della Scienza?

Sorta nel quartiere di Bagnoli, dove si trovava il polo siderurgico dell’Italsider, il progetto della Città della Scienza fu avviato negli anni novanta da Vittorio Silvestrini e dall’allora sindaco Bassolino su modello de la Cité des Sciences di Parigi.

Vittorio Silvestrini è uno scienziato italiano, docente di Fisica all’Università Federico II di Napoli e principale ispiratore, nonché presidente del consiglio di amministrazione della Città della Scienza. Il principio che lo ispirò nel progetto di Bagnoli fu proprio quello della divulgazione scientifica: un paese che non incentiva il suo sapere scientifico è un paese destinato a morire.

Per questo il polo di Napoli, inaugurato nei primi anni novanta, era proprio uno Science Center un grande punto di riferimento del turismo scientifico per insegnanti, studiosi, ragazzi e bambini.

Una realtà che negli anni aveva conquistato l’apprezzamento nazionale e internazionale: nel 2005 fu insignito del titolo di miglior museo scientifico europeo, la stessa Unione Europea conferì nel 2006 il Premio Descartes per la comunicazione scientifica e nel 2007 il premio per miglior incubatore di nuova impresa.

Insomma un successo, un fiore all’occhiello per la divulgazione scientifica in Italia e nel Mondo. Un centro scientifico che univa il museo interattivo con un’area dedicata alla formazione e allo sviluppo di una nuova imprenditorialità per il Sud d’Italia.

Ben 350 mila le presenze annue alla Città della Scienza, oltre 10 mila metri quadrati andati in fumo comprese le esposizioni storiche come Futuro Remoto, o l’Officina dei Piccoli, dedicata ai più piccoli che potevano imparare la scienza giocando, e il Planetario, dotato di uno schermo capace di riprodurre ‘intero sistema stellare.

Per non parlare della Palestra della Scienza, dedicata all’apprendimento della fisica classica e le mostre temporanee, tra le quali l’ultima in ordine di tempo, Gnam, dedicata all’informazione nutrizionale, o quella passata invece su Pompei allestita in modo da coinvolgere lo spettatore nei fatti che portarono all’eruzione del Vesuvio nel 79.

Una perdita gravissima per il territorio napoletano, sempre in ostaggio della malavita organizzata, e per tutto il paese che ancora una volta ha dimostrato di essere miope e incurante delle eccellenze del proprio territorio.

Il sito della Città della Scienza.

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