Cortina d’Ampezzo: ’sled & dog’
Uno sport fuori dagli schemi, una gara che vede protagonisti uomini ed animali, che corrono sulla pista di fondo del centro sportivo Fiames, a Cortina d’Ampezzo, per allenarsi in vista dell’Eurocup 2006 e del Campionato Italiano di…sleddog. Le origini di questo sport sono antichissime, risalgono a 4000 anni fa, quando le tribù samoiedo (i ‘Koikal’) che vivevano nella Siberia centrale, a nord del lago Baikal, ed altri nomadi delle terre più orientali (i ‘Ciukci’) utilizzavano le slitte ed i cani come mezzo di trasporto, costruendole con il legno, le ossa di balena, o il ghiaccio.
Il termine sleddog deriva dai vocaboli inglesi ‘sled’ e ‘dog’, che significano rispettivamente ‘slitta’ e ‘cane’; questo sport, infatti, implica la guida di una slitta, trainata da cani, da parte di un uomo, chiamato ‘musher’, parola che ci porta indietro ai tempi in cui gli esploratori incitavano i cani a partire esclamando ‘marchèz’ in lingua franco/canadese.
Lo sleddog nasce in Siberia, si diffonde in Alaska con il popolo dei Thulè, poi viene tramandato ai loro discendenti, gli esquimesi della Groenlandia. Il boom si ha nell’ultimo decennio del XIX secolo, con la febbre dell’oro, che spinge ad utilizzare cani e slitte, per raggiungere i gelidi territori nordici; però, questa pratica assurge a disciplina sportiva solo agli inizi del ‘900, precisamente nel 1908, con una corsa di 408 miglia organizzata a Nome e chiamata ‘All Alaska Sweepstakes’. E dovremo arrivare alla seconda edizione della precedente gara per l’impiego massiccio dei Siberian Husky per le competizioni, in considerazione della loro resistenza alle basse temperature ed allo sforzo fisico. Dopo la prima guerra mondiale, lo sledding si diffonde in tutte le regioni nordiche, soprattutto in Alaska e Canada, e con l’introduzione delle motoslitte arriva anche in Europa, inclusa l’Italia, dove viene praticato da molti anni.
Comunque, l’avvenimento mondiale più importante è l’Iditaroad, una competizione che si svolge, il primo sabato di marzo di ogni anno in Alaska, tra le località di Nome e Anchorage, snodandosi lungo un sentiero di ben 1049 miglia di neve. In realtà, si tratta di una commemorazione alla spedizione del coraggioso ‘musher’ Joe Redinghton, il quale nel 1925, portò al villaggio di Nome il siero contro la difterite, compiendo un estenuante viaggio di 5 giorni tra gelide tormente di neve e scongiurando un’epidemia mortale. Anche New York ricorda questa impresa con una statua eretta a Central Park, che raffigura il cane Balto che, secondo la leggenda, si distinse in quella traversata sulla neve, anche se alcuni propendano per una altro cane di nome Togo.
Oggi esiste la International Federation of Sleddog Sport (IFSS) che regolamenta la disciplina e soprattutto il rispetto per i cani e nel nostro paese, il 31 ottobre 2005 è stata ufficialmente inaugurata la Federazione Italiana Sleddog Sportivo, che si aggiunge alle associazioni ed ai club preesistenti, come il Club Italiano Sleddog, la Scuola Italiana Sleddog, etc..
Chiunque voglia avvicinarsi a questa attività, può frequentare le scuole specializzate sparse sul territorio italiano e mondiale, o semplicemente assistere alla gara che si terrà, il 28 e 29 gennaio, a Cortina d’Ampezzo (Belluno), nel centro sportivo Fiames. Un’occasione per conciliare lo sport ed il divertimento, in una delle mete sciistiche e mondane più trendy, a stretto contatto con la natura.
Deborah Baldasarre
Link utili:
Località Sciistiche Cortina
Club Italiano Sleddog
Cortina d’Ampezzo





