Gastronomia francese: tradizione o insensibilità?
Si pensi alla Francia: Castelli della Loira, Cattedrale di Rheims, Louvre, Pirenei, Costa Azzurra, etc.. Ma chi ha detto che, natura e monumenti a parte, la gastronomia non sia un buon motivo per visitare questa nazione? Il richiamo delle erbe aromatiche del Sud si mescola ai formaggi di capra ed ai dolci di farina di castagna della Corsica, mentre i calici dei vini rossi e bianchi della regione di Bordeaux si innalzano per far festa.
È possibile distinguere, infatti, i piatti meridionali ricchi di aglio, legumi, pesci e olio d’oliva, da quelli settentrionali, in cui abbondano panna e burro; nelle zone interne troviamo i patés ed i salumi, sulla costa le ricette a base di pesce. Ma il piatto più rappresentativo dell’intera regione resta indubbiamente il foie gras, dichiarato recentemente dall’Assemblea nazionale ‘patrimonio culturale e gastronomico’, nonostante questa decisione abbia scatenato numerose proteste, in particolare da parte della nota attrice Brigitte Bardot, che ha invitato i consumatori a non mangiare più il foie gras prodotto con il crudele ingozzamento di anatre ed oche. D’altronde la Polonia, l’Austria, la Danimarca, la Norvegia e la Germania hanno già interdetto questa crudele pratica ed il governatore della California Schwarznegger ne ha vietato la produzione e la vendita, dal 2012, se i responsabili non le alleveranno con metodi naturali.
In ogni caso, approdati in terra francese, nessuno può e deve sfuggire alla tentazione di una ‘Ratatouille’, deliziosa zuppa a base di verdure, o di una crepe alla crema Chantilly, dessert senza eguali…Il viaggio potrebbe cominciare dalla regione di Rhône-Alpes (Rodano-Alpi), il cui stesso nome spiega quali siano i suoi elementi dominati, cioè l’acqua e la montagna, per una tappa a Lione, tra i formaggi della Savoia ed il pollame della Bresse; poi, l’avventura continuerebbe sino a Strasburgo al Parco regionale des Ballons des Vosges, porta d’ingresso in Alsazia. Dopo aver mangiato una Choucroute preparata con krauti, ginepre, salsicce e prosciutto cotto, si proseguirebbe verso Reims: città d’arte per eccellenza, vanta la magnifica cattedrale di Notre-Dame, l’abbazia di Saint-Remi ed il palazzo del Tau (tutelati dall’UNESCO come Patrimonio dell’umanità), ma anche uno dei più imponenti archi di trionfo di epoca romana, il porte Mars, dedicato all’imperatore Augusto. Reims, inoltre, custodisce antiche gallerie sotterranee chiamate crayères, ovvero kilometri di cantine dove invecchiano pregiate bottiglie di champagne, molte delle quali sono aperte al pubblico.
Una sosta al Louvre, qualche foto dalla Torre Eiffel e poi dritti verso Saintes, nella regione della Santonge, dove l’Ufficio del Turismo organizza gite fluviali sul fiume Charente, per ammirare i vigneti da cui si produce il cognac.
Infine, Villa Marie, a Ramatuelle (Provenza), accoglierà tutti coloro che desidereranno riposarsi prima del rientro; un angolo di paradiso lontano dal fragore della vicina St-Tropez: solo relax, benessere e quiete.
Deborah Baldasarre
Link utili:
Ufficio Turismo Saintes- Santonge
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Gastronomia francese secondo me è la più creativa nel mondo.
Postato da Mario | 6 Febbraio 2006, 12:12per me è stato utilissimo mi ha aiutato con i miei impegni da casa “cibo” e con una ricerca della francia.
Postato da laura | 2 Maggio 2006, 20:47