Guide Lonely Planet: opinioni sullo scandalo

Un autore di guide turistiche che ha lavorato per la Lonely Planet, l’editrice famosa per le guide ai viaggi low cost, sta mettendo in croce la credibilità del prodotto. La storia è davvero incredibile…

Pare che il signor Thomas Kohnstamm abbia pubblicamente ammesso di aver redatto la Guida Lonely Planet Colombia senza aver mai messo piede in quel paese. Il che non è affatto la regola per il prestigioso editore, che tra le sue qualità principali ama annoverare il fatto che gli autori scrivono le loro recensioni sul posto, dopo aver assaggiato il cibo, dormito nel letto e viaggiato per chilometri con ogni mezzo.

La dichiarazione è stata giustificata con un “non mi pagavano abbastanza”. E così Thomas ha pensato bene di accettare favori molto particolari (del tipo sesso con la cameriera) in cambio di recensioni sproporzionate, nonché di documentarsi non sul posto ma attraverso la fidanzata che lavora al consolato colombiano.
Pare che l’indigenza dello scrittore fosse tale da “costringerlo” a spacciare droga per pagare l’affitto dei locali che divideva con una prostituta brasiliana.

Insomma una bella figuraccia per la Lonely Planet (beh, non che il signor Kohnstamm ne esca proprio con una bella immagine…), tanto più che lo stesso autore ha lavorato, oltre che alla guida sulla Colombia, anche a quelle di Brasile, Cile, Venezuela e Caraibi. La casa si è affrettata a dichiarare che il contenuto della guida incriminata è stato comunque rivisto prima della pubblicazione, e che ogni informazione è stata verificata.

Dal canto suo il nostro avventuriero ha pensato di raccogliere questa esperienza in un libro di prossima uscita, Do travel writers go to hell?, ovvero Gli scrittori di viaggio vanno all’inferno? Perché mai? Beh, non si è capito? Ha bisogno di soldi!

Foto di The wandering angel.

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Commenti (9)

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  1. Si si ha proprio bisogno di soldi. E quale modo migliore per farsi pubblicità se non creando uno scandalo?
    Comunque in fondo non cambia molto, almeno per me. Capita spesso che i contenuti siano molto lontani dalla realtà, soprattutto per quanto riguarda i prezzi (ma questo può essere dettato dall’inflazione che c’è tra un’edizione e un’altra) ma anche per quanto riguarda le raccomandazioni sulla possibilità di pericolo di alcune destinazioni a mio parere a volte eccessivo. Per fortuna ormai abbiamo a disposizione internent, una grande fonte di informazioni gratuita anche per noi viaggiatori, anche su questo sito le guide contengono molte informazioni utili.
    Voi che guide usate? Consigli? Pareri?

  2. Guarda io faccio la redattrice, non ho mai lavorato per la Lonely Planet ma ho seguito delle guide turistiche di case editrici famose, e vi posso assicurare che i redattori controllano ogni singola informazione data dall’autore. Certo è che non vanno sul posto, quindi se anche le altre fonti che consultano sono falsate, riesce falsato il dato, però in generale c’è una certa serietà…

  3. Mah io conosco le guide del Touring, che sono sempre fatte molto bene, e le guide Routard che hanno il vantaggio di essere fatte da gente giovane che magari descrive le cose in un’ottica nel quale anche io posso vederle.

  4. Io sinceramente non uso le guide stampate, vado su internet e raccolgo un po’ di informazioni sul luogo tipo su Wikipedia, sui siti turistici ecc., e per i posti dove dormire o mangiare un po’ mi arrangio, un po’ cerco opinioni e recensioni nei forum… Insomma mi organizzo da solo e finora mi è andata bene in generale.
    però va detto che sono stato in posti “normali”, se devo andare nel cuore dell’africa nera magari una guida me la compro…

  5. Si, wikipedia lo uso anche io ma le informazioni non sono sempre complete, soprattutto per alcune destinazioni. Come dici tu Dado possono andare bene per le destinazioni normali e poi comunque sui ristoranti hotel e locali non ci sono informazioni, o quasi per niente.

  6. Per i viaggiatori solitari la Lonely è come la bibbia, ogni sera si legge un versetto, poi la si ripone con cura sul comodino e la si ritrova la mattina dopo ancora lì, pronta a guidare la nostra vita dalle piccole cose a quella più grandi. Dalla colazione da fare a Luang Prabang in Laos alla strada da prendere per Alice Spring nel rosso deserto australiano.
    Questa notizia, per molti, è paragonabile alla confessione di Gesù Cristo: ” mmm, in realtà non sono mai stato in Palestina, faceva troppo caldo e non avevo i calzini di ricambio”. Davvero uno shock!
    Devo però essere sincero, i nostri rapporti, quelli tra me e la Lonely (tra me e Gesù non c’è mai stato granchè), si erano già incrinato quando, lo scorso anno, si dimenticò di informarmi che sul confine del Vietnam non rilasciano alcun Visto di ingresso… lì, tra l’altro, credo di aver rovinato del tutto anche i miei rapporti con Gesù per le innumerevoli bestemmie.

    Tropie
    ps: un saluto a Mari.

  7. :-D tropie che spasso!

  8. Un simpaticone ;)
    Ciao tropie

  9. Sono d’accordo, la LP per i viaggiatori indipendenti è come la Bibbia e questa notizia è davvero uno shock.
    dalla LP ho sempre preso consigli sugli spostamenti, gli hotel e su posti off-the-beaten-track. I ristorantini me li scelgo da sola, come pure tutto ciò per cui posso acquisire informazioni in altra maniera (internet, altri viaggiatori, la gente del posto e anche il mio istinto).
    Però c’è da dire che la LP è ormai un fenomeno di massa e questo l’ha rovinata. Troppe volte ormai mi è capitato di trovarmi in posti (hotel o anche ex-villaggi di pescatori) presi d’assalto dai viaggiatori solo perché consigliati dalla LP. E il più delle volte non ne valeva la pena, cioè questi luoghi avevano perso ogni genuinità e bellezza. Es: una pensione nel Parco del Tortuguero in Costa Rica, fatiscente e sporco, ma pieno di backpackers perché consigliato sulla LP. A 100 metri uno pulito, nuovo e molto più carino, completamente vuoto perché non consigliato dalla guida.
    Credo che la globalizzazione dei gusti abbia colpito pure i viaggiatori indipendenti, credo sia ora di ricominciare a viaggiare con la propria testa e il proprio cuore, non seguendo pedissequamente una guida piuttosto che un’altra.
    Magari questo scandalo servirà a aprirci gli occhi…!


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