Guya Trekking 2009: via alpina
Vi ricordate di Manfredi Salemme, pioniere del trekking estremo, che nel Guya Trekking 2008 traversò in solitaria l’intera Italia dalla Liguria alla Sicilia?
Ebbene, questo esplosivo signore che, benché tecnicamente pensionato, darebbe del filo da torcere a molti giovanotti, non ha nessuna intenzione di fermarsi.
Nel giugno 2009 partirà infatti per il Guya Trekking 2009, una nuova traversata lungo la famosa Via Alpina, lo splendido percorso montano che congiunge Monaco a Trieste attraversando 8 nazioni diverse.
Aperta di recente grazie alla collaborazione fra Stati, la via alpina si snoda lungo un percorso che consente di partire dal castello di Miramare a Trieste e raggiungere idealmente il Palazzo Reale dei Ranieri a Monaco, il tutto valicando le Alpi. Sono circa 5000 chilometri a piedi, alcuni dei quali si svolgono sopra i 3 mila metri.
Il programma prevede due “fasi” distinte: una parte in mountain bike, una parte a piedi con la tecnica del Nordic Walking e del trekking lungo l’Itinerario Rosso della Via Alpina e l’Alta via dei Monti Liguri, sempre in solitaria.
Manfredi non è uno sprovveduto: forte della sua esperienza si sta preparando per tempo. Ha studiato l’itinerario, si sta allenando, sta cercando di fare aderire al progetto il maggior numero possibile di sponsor.
Già, perché lui non cammina solo per sé. La sua impresa ha (anche) lo scopo di sensibilizzare tutti coloro che lo seguiranno a distanza alla causa dell’ADMO, l’associazione donatori midollo osseo, principale testimonial della traversata.
Una curiosità: Manfredi ha anche accettato di sottoporsi come “cavia” per alcuni studi sull’attività fisica nella cosiddetta terza età: un team della Facoltà di Scienze motorie dell’Università di Verona condurrà infatti, come durante il trekking long distance del 2008, un monitoraggio sull’organismo del nostro camminatore e utilizzerà i dati per ricerche utili a tutti noi.
Tutta la nostra ammirazione e il più caloroso in bocca al lupo, dunque, per questa incredibile impresa!
Foto di Manfredi Salemme e Franco Alloro.





