Il Kazakistan oltre Borat

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Il Kazakistan, stato transcontinentale al passaggio tra Europa e Asia, non è ovviamente quello dipinto nella parodia dell’irriverente Borat, alias Sacha Cohen, alias Ali-G. Paese molto antico, nasce come nazione indipendente in quanto tale all’indomani della disgregazione dell’Unione Sovietica, simbolicamente suggellata dal crollo del Muro di Berlino che per oltre quarant’anni fu per il mondo il simbolo tangibile dei due grandi blocchi planetari antagonisti di USA ed URSS.

La regione del Kazakistan è prevalentemente rappresentata dall’immenso paesaggio, che si perde a vista d’occhio, della steppa. Alla steppa erano (e in qualche modo lo sono ancora) legate le antichissime culture e le differenti etnie che si dedicavano alla vita nomade. A partire dall’età del bronzo, i villaggi “in movimento” erano prevalentemente costituiti da allevatori dediti alla transumanza. Nel Medioevo le cose cambiano. Nascono villaggi e città stabili. Il motivo? I commerci di sete e materiali preziosi che provenivano dall’impero cinese e transitavano di qua verso l’Europa. La mitica e antica Via della Seta passava proprio per il Kazakistan.

Il paese è davvero vastissimo, con i suoi oltre 2 milioni di chilometri quadrati di superficie. I paesaggi desertici, la steppa e le altissime catene montuose rendono il Kazakistan una terra ricca di bellezze naturali. Certo, le lande semi-aride o le città industriali in decadenza (in alcune aree di questa nazione gli scienziati sovietici conducevano un tempo esperimenti nucleari) possono per certi aspetti far apparire il paese come una terra desolata. Ma non è così. Basti pensare alla sua antica capitale, la cosmopolita Alma-Ata, e alle spettacolari catene montuose del Tian Shan e dell’Altai che si trovano nella parte sud-orientale del paese.

Alma-Ata divenne capitale del Kazakistan (e lo è stata fino al 1997) alla fine dell’Ottocento quando i kazaki erano ancora prevalentemente un popolo seminomade. Da allora la città è stato un crocevia importante di commerci, grazie alle ricchezze minerarie, ma anche di culture straniere che hanno dato ad Alma-Ata un’aria internazionale ricca di alberghi, ristoranti, negozi di ogni tipo, ma anche di numerose case da gioco. A sud la città è delimitata da una muraglia naturale fatta della catena montuosa di Zailiysky Alatau. La città è poi riccamente punteggiata di diversi parchi e aree verdi, come il parco Panfilov che circonda la cattedrale Zenkov, sopravvissuta al terremoto del 1911 nonostante sia essenzialmente una costruzione in legno. Da segnalare il Museo Centrale di Stato che custodisce il più importante tesoro archeologico del Kazakistan. Si tratta dell’Uomo Dorato, il costume di un antico guerriero kazako fatto di ben 4.000 (quattromila!!) pezzi d’oro massiccio di squisita e pregevole fattura. Alla faccia di chi dice che qui non c’è cultura!

Lara Elia

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