La fiammeggiante Marrakech
I suoi colori, i suoi odori, l’architettura che ha influenzato anche i paesaggi andalusi in Spagna, la folla rumoreggiante. Tutto di Marrakech strega il visitatore. Fu città imperiale e città santa. Fu e continua ad essere la “porta del Sud”.
Difficile scegliere da dove iniziare la visita a Marrakech. Forse dagli splendidi giardini dell’Agdal, un giardino immenso con alberi da frutto e olivi. Sono otto secoli che un’alta cinta muraria custodisce gelosamente questa meraviglia della natura e dell’ingegno umano che la realizzò nel 12° secolo con i ketthara, un sistema di canali sotterranei che imbrigliano l’acqua delle falde acquifere profonde della catena montuosa dell’Atlante. L’Alto Atlante circonda la città con i suoi meravigliosi paesaggi e i suoi imponenti massicci, con le sue pianure infuocate e le strade scoscese. Un paesaggio unico.
Il simbolo di Marrakech è la moschea di Koutoubia, una delle più grandi del mondo, che con il suo altissimo minareto (77 metri) sormontato da una grande lanterna rappresenta il luogo di ritrovo cittadino per eccellenza. Un tempo si trovava nel suk dei manoscritti, tanto da essere soprannominata la moschea dei librai. Altra moschea da non perdere è quella della Kasba situata a sud della città. Costruita nel 12° secolo, ha un minareto finemente lavorato con i fregi geometrici più elevati che si stagliano contro un fondo turchese. Ad entrambe è proibito l’ingresso ai non musulmani ma si può sempre ammirarne il prezioso esterno!
Immancabile un giro per la medina (la città vecchia), la più grande di tutto il Maghreb. L’unico modo per visitarla è girarla a piedi infilandosi nel suo complesso dedalo di stretti vicoli su cui si aprono i mercatini, le botteghe degli artigiani e i suk. E’ l’anima commerciale della città. Qui si trovano anche le ryads, le abitazioni antiche, protette da alti muri al cui interno si trovano magnifici giradini e patii interni. Stoffe, lane, spezie, tappeti, pigmenti e gioielli. Queste sono solo alcune cose che potrete trovare girovagando per i suk. Volete un consiglio? Mercanteggiate sul prezzo di ogni acquisto che avete in mente. E’ un rito che se non seguito offende il venditore e vi espone al rischio di pagare in maniera irragionevole l’oggetto da voi scelto. E poi ogni commerciante qui, tra una chiacchera e l’altra, offrirà dell’ottimo tè alla menta. E la discussione sul prezzo prosegue! Se siete poco loquaci o avete troppa fretta, forse il suk non è il posto per voi… ma davvero volete privarvi dell’indubbio piacere di immergervi per un attimo soltanto in una tradizione commerciale così distante da noi? Questo è il fascino del suk, questo è uno dei mille volti della fiammeggiante Marrakech.
Lara Elia
Guida Marrakech
Viaggi e turismo Marocco





