Lugano: l’arte entra in banca

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Chi ha detto che le opere d’arte si possono vedere solo nei musei? A Lugano, i correntisti ed i dipendenti della BSI, Banca della Svizzera Italiana, le ammirano tutti i giorni… Il Palazzo, progettato dall’architetto Bruno Rossi negli anni Quaranta, fu inizialmente sede di alcuni appartamenti e del caffè ‘Portici’; successivamente acquistato dalla Fondazione di Previdenza Sociale del Personale BSI nel 1983, ha subito molteplici cambiamenti strutturali. L’ultimo rifacimento, durato ben 5 anni (dal 2000 al 2005), è stato realizzato dall’architetto Giampiero Camponovo.

Un edificio di grandi dimensioni, situato nel centro della città: sportelli e casse al piano terra, un open space per i team di gestione al primo e secondo piano, salottini per gli incontri con i clienti al terzo e quarto piano, ed una foresteria al quinto ed ultimo piano. Le opere collocate in questa sede completano la raccolta d’arte contemporanea nata nel 2000, la BSI Art Collection, costituita da opere degli anni Sessanta e Settanta. La ristrutturazione si armonizza perfettamente con il desiderio di volere creare appositi spazi per le opere, armonizzandosi anche con l’ambiente naturale circostante.

Gli artisti che hanno partecipato alla reinvenzione del Palazzo sono: l’elvetico John Armleder, lo statunitense Robert Barry, l’inglese Liam Gillick ed il francese Daniel Buren. Armleder propone pitture murali che indagano la relazione fra arte ed avanguardia, sia analizzando l’arte come linguaggio (con riferimenti a quella passata) sia assimilandola al puro piacere estetico; Barry è un’artista concettuale che indaga sulle diverse interpretazioni delle singole parole applicate sul soffitto, sulle pareti o su altre superfici, scomponendole in luci, colori, materiali e spessori; Buren vuole annullare la molteplicità dei punti di vista mediante una lettura critica dell’opera, della sua storia, dell’ambiente in cui è collocata e del rapporto con il suo fruitore; Gillick, infine, realizza sculture minimaliste facendo attenzione all’influenza dei loro colori e delle loro forme sull’ambiente esterno e sui comportamenti di chi vi è immerso. La BSI promuove anche ricerche, conferenze, mostre personali e collettive, concerti ed altre iniziative culturali, musicale ed artistico.

Una visita a questa gigantesca opera d’arte è, dunque, d’obbligo e l’esperienza sarebbe ancor più entusiasmante alla fine di questo mese, precisamente il giorno 30, in cui la Fiamma Olimpica passerà nel Sottoceneri della città. Comunque ogni occasione è buona per dirigersi verso la ridente città luganese e le sue meraviglie naturali, non è un caso che la sua economia sia basata soprattutto sul settore turistico: il lago, i monti vulcanici, il paesaggio subalpino, il clima e la gentilezza degli abitanti la rendono davvero unica ed indimenticabile.

Deborah Baldasarre

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