Messico, 29 siti patrimonio dell’umanità

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Il Messico è il paese latino americano che dispone del maggior numero di siti iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. L’inserimento di siti messicani nella lista dell’Unesco incentiva a sostenere la promozione delle destinazioni turistiche del Messico. Con le nuove adesioni, il Messico conta 29 siti, di cui 25 culturali e 4 naturali.

L’inserimento della Villa Protectora de San Miguel el Grande y Santuario de Jesús Nazareno di Atotonilco a Guanajuato e della riserva naturale della Farfalla Monarca, negli Stati di México e Michoacán alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità è una chiara testimonianza del valore e della ricchezza dell’offerta turistica messicana.

Il giorno 8 luglio 2008, il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), ha finalizzato l’iscrizione di 27 nuovi siti (19 culturali e 8 naturali) durante la sua 32ª sessione, tenutasi in Québec (Canada). Tra questi anche quelli messicani, con i quali il Messico arriva a contare 29 siti riconosciuti, dei quali 25 culturali e 4 naturali, che lo rendono il Paese dell’America latina con il numero maggiore di presenze ed il terzo a livello mondiale.

Presentata in candidatura con la dicitura Villa Protectora de San Miguel el Grande y Santuario de Jesús Nazareno de Atotonilco per il riconscimento di Bene Culturale, il comitato ha deciso di inserire San Miguel de Allende nella categoria Città Storiche, aggiungendosi così alle già presenti Campeche, Distrito Federal, Guanajuato, Morelia, Oaxaca, Puebla, Querétaro, Tlacotalpan e Zacatecas.

Ubicata a 276 km a Nord-Est di Città del Messico, San Miguel de Allende è considerata un chiaro esempio di archettura barocca della Nuova Spagna e luogo significativo dell’indipendenza del Messico, riconosciuta non solo per il valore storico ed artistico, ma soprattutto per la sua integrità ed autenticità, manifesta sia nella conservazione dei suoi monumenti, sia nella sua traccia urbana.

Accanto a questa città, a soli 14 km di distanza, è stato riconosciuto anche il Santuario de Jesús Nazareno de Atotonilco, costruito nel secolo XVIII e conosciuto come la Cappella Sistina d’America per gli affreschi che ne decorano l’interno, realizzati dal pittore Antonio Martínez Pocasangre, originario di San Miguel. Da questo Santuario Miguel Hidalgo y Costilla prese l’immagine della Vergine di Guadalupe che utilizzò per dare il grito de Dolores che diede inizio alla lotta per l’indipendenza nel 1810.

Un altro patrimonio naturale messicano viene riconosciuto dall’Unesco e si unisce ai tre già presenti nel Paese: si tratta della riserva della biosfera della Farfalla Monarca, che include i boschi a cavallo degli stati del México e del Mochoacán, coprendo un’estensione di 56.259 ettari di terreno, situati a circa 100 km a Nord-Est di Città del Messico.

Il Santuario de las Mariposas Monarca è un’attrazione turistica visitata ogni anno da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, che osservano l’arrivo di milioni di farfalle (ogni santuario può ospitarne dai 7 ai 20 milioni) provenienti dal Nord America per riprodursi in Messico durante la stagione invernale. Qui, infatti, gli insetti trovano i fattori per loro ideali (altitudine, umidità, temperatura, raggi solari…) che difficilmente si riscontrano in altre parti del mondo.
La farfalla Monarca arriva in Messico tra i mesi di ottobre e marzo, percorrendo circa 120 km al giorno per circa 33-34 giorni, testimoniando una delle più grandi meraviglie della natura.

Per tutte le informazioni visitare il sito dell’Ente per la Promozione Turistica del Messico.

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