Notti bianche Italia: è crisi?
La notte bianca è stato un appuntamento che negli ultimi cinque anni è proliferato ovunque, dalle grandi città, ai capoluoghi di medie estensione, fino ai borghi più piccoli.
Nelle scorse stagioni ogni comune d’Italia si organizzava per avere una sua, per quanto essenziale, notte bianca. Spettacoli, misicisti di fama, artisti da strada, organizzazioni più o meno capillari: la notte bianca coinvolgeva anche le persone più riottose in un festeggiamento che durava tutta la notte.
Bene, sono ancora molte le notti bianche in programma (ad esempio la notte bianca di Udine o quella di Ascoli) ma, soprattutto nell’ultimo anno, si sta assistendo ad un fenomeno abbastanza preoccupante: sono sempre più le amministrazioni comunali che decidono di togliere dal caledario dei loro appuntamenti la notte bianca. In tempi di ristrettezze economiche che riguardano ogni famiglia, anche quella “famiglia allargata” che è il comune deve mettersi a fare i conti in tasca e spesso le tasche risultano drammaticamente vuote. I debiti di molti comuni italiani sono elevati (basti pensare alla polemica sorta sul bilancio del comune di Roma), il taglio dell’Ici ha contribuito a rendere più gravosa la situazione e spesso, nel passato, i comuni hanno organizzato le notti bianche senza troppo guardare alla reali disponibilità economiche. Se poi aggiungiamo che molti di coloro che beneficiano delle notti bianche (commercianti e co.) sono sovente restii ad aprire preventivamente il borsello per aiutare nelle spese, capiamo perché molte notti bianche siano state cancellate.
Stiamo parlando, ad esempio, della più storica delle notti bianche: quella di Roma che nel 2008 non avrà luogo. Ma anche la notte bianca di Padova, cancellata da ormai due anni, stesso discorso per la notte bianca di Napoli e di Milano. Il panorama è abbastanza triste, resistono le notti bianche dei comuni più “piccoli” o dove c’è più disponibilità economica (è il caso di località turistiche come Como o Rimini). Ma è indubbiamente un momento di crisi che lascia intravedere, dopo la stagione delle vacche grasse, un periodo di tagli anche per il futuro…






A me pare che la formula tutti in piazza a sbevazzare abbia fatto il suo corso.
Solo in alcuni casi l’organizzazione è riuscita a rendere evento principale e catalizzante delle iniziative che invece nella maggior parte dei casi hanno fatto solo da contorno al cimitero di lattine e bottiglie di birra.
Postato da massj | 27 Luglio 2008, 23:24mah non lo so in effetti quest’anno sono stata alla notte bianca di Como e mi è semobrato di vedere meno gente, meno entusiasmo che in anni precedenti. Però continuo a pensare che l’idea sia buona, per me è la gente che ha sempre voglia di cose nuove e non sa godersi quello che c’è…
Postato da lella | 8 Agosto 2008, 16:53In effetti, quanto alle bottiglie di birra, è un peccato che in occasioni così grosse non si riesca (oggettivamente è impossibile) a fare la raccotla differenziata per bene.