Otranto, incontro tra Occidente e Oriente
La bella Otranto, immersa nel Salento, è il punto più ad est della nostra penisola, dove da sempre si toccano cultura d’occidente e cultura d’oriente. Otranto, antico baluardo contro le scorribande dei saraceni, è una labirintica e spettacolare città di cui ci si innamora facilmente. Una delle perle più preziose della Puglia.
L’antica Hydruntum si trova all’imbocco del basso Adriatico, dove dominano lunghe distese di sabbia e scogliere altissime, dove da sempre si sono intrecciati legami tra l’Italia e l’antica Illiria. Otranto è ricca di testimonianze artistiche e storiche che nel corso dei secoli si sono stratificate e che si riflettono nel suo castello, nelle deliziose viuzze e piazzette, nei balconcini in ferro battuto, nella poderosa cinta di mura difensive. Testimonianze che si ritrovano anche fuori Otranto come i ruderi del monastero di San Nicola di Càsole costruito nel 1099 e la sua meravigliosa costa dove, a Porto Badisco, approdò Enea nelle peregrinazioni immaginate da Virgilio. Qui le caverne che danno direttamente su un mare che è tra i più belli e spettacolari d’Italia, restituiscono alla luce numerose pitture parietali di epoca neolitica, di cui le più grandi sono presenti nella Grotta dei Cervi.
Le mura difensive della città furono edificate dopo che Otranto venne riconquistata all’Islam e circondano il centro storico a partire da Porta Terra fino ad arrivare al castello ricostruito a partire dal 1458 su commissione di Ferdinando d’Aragona. Porta di Terra richiama alla memoria il nome di Alfonso di Calabria, il liberatore, colui che giungendo dalla Toscana nel 1481 spazzò via definitivamente dal Salento e dalla Puglia la feroce presenza turca che un anno prima, ad opera dell’ammiraglio Achmet Pascià alla testa di 150 navi e ben 18 mila uomini, aveva distrutto la città e decimato la popolazione (all’epoca composta da non più di 6 mila anime). Gli echi dell’eccidio di Otranto, oltre 800 abitanti torturati e uccisi per aver rifiutato la conversione obbligata all’Islam dopo che la città era caduta in mano agli ottomani, sono ancora presenti e vivi nella memoria storica della città e della civiltà occidentale.
Ciò che risalta di più nell’architettura di Otranto sono i segni di due civiltà che nel corso della storia si sono sempre confrontate: l’oriente bizantino e l’occidente romanico. Il confronto tra le due civiltà è ben visibile nella distinzione tra due poli culturali che si sviluppano intorno alla chiesa di San Pietro, di rito greco e dipendente dal patriarcato di Costantinopoli, e la cattedrale romanica di S. Maria Annunziata, in cui è custodito un pavimento a mosaico del 1100 di eccezionale bellezza all’interno del quale brani dell’Antico Testamento si affiancano a leggende bretoni e ai segni dello zodiaco e in cui trova posto un monumeto dedicato agli 800 martiri d’Otranto. Grande storia ma anche e soprattutto mare, paesaggi mediterranei, splendide calette sabbiose, acqua limpida e turchese. Indimenticabile!
Lara Elia






Chi cercasse appofondimento sulla città di Otranto potrà trovare nel sito ... importanti riferimenti sulla località e sui suoi dintorni.
Postato da Anonimo | 17 Ottobre 2007, 19:09se cercate approfonidmenti sulla cittadina Pugliese ricca di storia e di monumento oltre che dotata di una natura unica ed incomparabile visitate il portale cittadino ...
Postato da antonio | 12 Febbraio 2008, 21:32