Turismo nucleare: chiude al turismo il sito di Chernobyl

CHERNOBYL 2011 - foto e immagini

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Tra i luoghi più assurdi dove si può organizzare un giro turistico la città di Pripyat in Ucraina è certamente uno dei più particolari. Cos’ha di speciale questa cittadina sconosciuta nel cuore dell’Est europeo? Pripyat è il centro abitato più vicino all’ex centrale di Chernobyl famosa per essere stata il luogo del più grave incidente nucleare della storia dell’uomo.

Tempo fa parlammo proprio del fatto che il governo ucraino aveva dato il via ai viaggi turistici in quel terribile luogo dove tutto è rimasto congelato al 1986.

Dall’inizio del 2011, infatti, il sito nucleare di Chernobyl è entrato ufficialmente nel circuito turistico ucraino. Fino a poco tempo prima visitare Chernobyl era possibile solo a un numero limitato di persone che avevano pagato la somma di 400 dollari e ricevuto i permessi necessari dal governo.

Dal primo gennaio 2011 il governo ha data via libera ai circa 6000 visitatori che ogni anno si spingono in uno dei luoghi più drammatici del mondo. Il percorso prevede un giro tra i reattori e nella desolata landa circostante. Impossibile invece avvicinarsi al reattore numero 4, quello che causò l’incidente vent’anni fa.

E tutto è rimasto come congelato in una bolla temporale: l’intera zona è ferma al 1986, come testimoniano le drammatiche immagine che vi proponiamo.

Oggi però non è più possibile visitare il sito con il beneplacito governativo. La Corte del Distretto Amministrativo di Kiev ha dichiarato che “la legge ucraina vieta il turismo nella zona radioattiva contaminata a seguito del disastro di Chernobyl”. Nonostante sembri che dopo vent’anni il rischio di contaminazione sia davvero ridotto e non crei rischio per i visitatori, il governo decide di chiudere il sito al turismo.

Un provvedimento che non mancherà si sollevare dubbi più o meno legittimi considerato che Chernobyl è una delle mete più frequentate dal turismo internazionale in Ucraina con oltre 6000 visitatori l’anno.

Perciò non c’è dubbio che le visite continueranno nonostante il divieto governativo così come avveniva prima che ci fosse un’apertura al pubblico ufficiale.

fonte Tuttogratis Viaggi

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