Turismo virtuale. La nuova frontiera
Secondo alcune statistiche internazionali entro il 2010 il numero dei turisti in giro per il mondo arriverà ad un miliardo di persone. Immaginate un miliardo di persone che si muovono tutte insieme, che investono città d’arte e luoghi di vacanza. Una cifra dalle proporzioni immense. E dire che un tempo, pensiamo al Settecento, il turismo era un’esperienza per pochi, per una piccola élite.
Attualmente abbiamo una tecnologia avanzatissima e la familiarità con i temi legati alla “realtà virtuale”. E se un giorno il viaggio cessasse di essere reale e diventasse virtuale?
Che succederebbe se il viaggio diventasse solamente un’avventura della mente? Pensiamo allo scrittore Emilio Salgari. Pur avendo scelto di frequentare il Regio Istituto Nautico P. Sarpi di Venezia, non conseguì la licenza e non si spostò mai dall’Italia. Eppure… Eppure scrisse un’ottantina di libri ambientati in luoghi lontanissimi (come se li avesse visti dal vero) e creò personaggi divenuti leggendari. Basti pensare a Sandokan, la Tigre della Malesia. Pur non ambendo alla carriera letteraria legata ai romanzi d’avventura, un giorno la maggior parte dei viaggi potrebbe essere comodamente effettuata nel salotto di casa propria o in sale appositamente allestite con tutta una serie di accessori di altissima tecnologia pronti a riprodurre virtualmente il tour del Canal Grande a Venezia o l’Egitto dei Faraoni. Non solo immagini, ma anche suoni, odori, la sensazione dello scalpiccio sul terreno e della navigazione in barca. Il ponte ologrammi, anticipato dai geniali sceneggiatori della serie fantascientifica Star Trek, è già quasi una realtà.
Stiamo velocemente passando da un turismo fatto di sensazioni vissute sulla propria pelle ad un turismo “di sintesi”. Tanto è vero che già esistono delle agenzie on line di viaggi virtuali, come la Synthravels nata per regalarsi e ritagliarsi ogni giorno la propria fetta di vacanza quotidiana nei mondi virtuali di The Matrix o di Entropia Universe. Un giorno non lontano queste agenzie virtuali potrebbero diffondersi enormemente nella rete e promuovere pacchetti vacanza completi, come la visita con la Royal Caribbean Cruise Line all’isola di Cococay nelle Bahamas. Non affannatevi a cercala sulla mappa. Non esiste. Eppure quanto sembra vera quella sabbia sotto i piedi e le casette dei pescatori sono deliziose…
Aspettando l’isola di Cococay, si può intanto fare un tour virtuale di Milano. La Stelor con il progetto Audiostelor ha realizzato delle guide della città che permettono ai turisti di effettuare la visita come se si fosse in compagnia di un vecchio amico che li guida e li accompagna nei luoghi più famosi della città come i musei e le gallerie d’arte, ma permette loro di conoscere anche quel ristorantino tipico in quella via o il mercatino nella tal piazza. In sintesi fornisce ai turisti alcune informazioni in più che solitamente sfuggono alla logica delle guide tradizionali. Il viaggio come lo abbiamo sempre concepito è sulla via dell’estinzione?





