Un’avventura alle falde del Kilimangiaro

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Un safari al confine della Tanzania, verso la montagna più alta del continente africano, che con le sue cime di 5896 metri di altitudine, perennemente innevate, si erge e domina le aride terre della savana. Un’avventura non solo per esperti scalatori, perchè il Kilimangiaro può essere scalato anche camminando, almeno fino al cono vulcanico Kibo.

Durante il cammino, si possono ammirare: le coltivazioni delle popolazioni autoctone; gli animali della foresta, come il colobus bianco e nero, le scimmie blu ed i cervi; la brughiera ed il deserto dell’altipiano. Ultima tappa, la cima. La maggior parte dei turisti si ferma a Gilman’s Point, ma i più esperti proseguono per Kibo, poi per la cima Uhuru Peak, e per il cratere di Reusch.
Esistono tre differenti percorsi per salire in cima, detti Marangu Route, Machame Route e Umbwe Route, rispettivamente dal più facile al più arduo. In particolare, il primo attraversa la foresta fino al Mandara Hut (2.743 m), e poi si dispiega in tortuose strade che conducono all’Horombo Hut (3.760 m). La difficoltà è direttamente proporzionale alla suggestione del paesaggio circostante, perchè spesso i luoghi di bellezza incomparabile sono nascosti, e questo è anche il motivo per cui si sono conservati intatti fino ad oggi.

Interessanti sono i viaggi organizzati nell’ambito di iniziative di turismo responsabile, che rispettano le tradizioni delle comunità locali, cooperando con loro nella promozione del territorio: gruppi di giovani o donne, riuniti in cooperative, organizzano, per i turisti, escursioni a piedi nei villaggi, con il consenso degli abitanti, e mostrano loro le attività tradizionali. Il ricavato è devoluto al miglioramento della struttura economica e sociale degli stessi villaggi.
Per esempio, il programma dell’Istituto Oikos, da tempo impegnato nel sostegno alle popolazioni locali che vivono nelle aree esterne ai parchi nazionali della Tanzania, ha creato un centro di formazione permanente nel cuore delle steppe Maasai, chiamato Mkuru Training Camp.
Coloro che partecipano ai corsi arricchiscono il loro bagaglio culturale, sia teorico che pratico, legato a tematiche di conservazione ambientale, ed hanno anche l’opportunità di entrare in contatto con la natura guidati dagli stessi Masaai.

“Nessun perde, dice un proverbio Maasai, quando ci si ascolta a vicenda”.

Deborah Baldasarre

Link utili:

Istituto Oikos
Kenya
Safari Africa Club
Viaggi gratis

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