Vacanze 2013 ai tempi della crisi: ferie più brevi e nessun bollino nero

traffico

Un’estate fatta anche di crisi, questa. Sembra che un italiano su tre resterà a casa e anche quelli che partiranno non si allontaneranno troppo. La crisi morde e condiziona anche i turisti stranieri.

Secondo i dati emersi dalle recenti ricerche di Confartigianati e Unioncamere, la crisi condiziona pesantemente anche le vacanze 2013. Saranno più di 7 milioni gli italiani che resteranno a casa rinunciando alle ferie in qualche bella località di villeggiatura. Gli altri circa 20 milioni che si sposteranno lo faranno scegliendo mete italiane per la stragrande maggioranza.

Oltre il 50% degli italiani in vacanza sceglie il Bel Paese per le ferie che comunque raramente superano le due settimane. Il 22% non si spinge oltre l’Europa con le mete di sempre nei primi posti: grandi capitali, città d’arte e di cultura. Il mare è la destinazione privilegiata e più della metà degli italiani in vacanza sceglie mete balneari, seguite subito dopo da vacanze in montagna (il 12%) e infine le città d’arte.

Vacanze più brevi, dicevamo, e non potrebbe essere diversamente visti i rincari che negli ultimi anni hanno subito trasporti, pacchetti vacanza, hotel e ristoranti. Si parla addirittura del 15% in più negli ultimi due anni. Per non parlare della benzina che, un mese si e l’altro pure, sfiora i 2 euro al litro.

Forse per questo Viabilità Italia, il centro di controllo del Viminale che ogni anno stila il quadro del traffico previsto sulle strade del nostro paese, non ha messo nessun bollino nero sulla prospettiva del traffico per l’estate 2013. I cosiddetti “bollini neri” indicavano quei giorni in cui la portata del traffico era particolarmente importante: partenze e rientri di massa, giorni festivi e tutte quelle occasioni in cui si sconsiglia di mettersi in macchina se proprio non è necessario.

Ebbene per la prima volta quest’anno il calendario del traffico non ha nessun bollino nero, nessun giorno da evitare. Questo non solo perché i vacanzieri saranno meno del solito a causa della crisi, ma la stessa crisi ha fortemente modificato le abitudini degli italiani. Andare in vacanza non è solo una questione d’agosto, il mese più costoso, ma in sempre di più scelgono giugno, luglio, settembre e volte anche maggio.

Ultimo dato interessante: la crisi non aiuta il turismo in entrata. Secondo i dati infatti l’Italia scende al terzo posto dopo Francia e Spagna per la presenza di turisti stranieri. Un calo del 6% per il bel paese. Ma forse non è colpa della crisi, piuttosto di un paese che fa fatica a proporre servizi adeguati nonostante l’immenso patrimonio artistico, culturale e naturalistico che possiede.

foto di Amaniero

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