Valle di Liébana: lo scrigno segreto custodito in Cantabria

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Nonostante lo scrittore nomade olandese Cees Nooteboom l’avesse definita “brutale, anarchica, crudele”, aveva aggiunto anche che “chi ha percorso soltanto le tappe obbligate non ha visto la vera Spagna“. Lo stesso Nooteboom, infatti, ha descritto la valle di Liébana come un paradiso; il panorama è quello che si può apprezzare dallo straordinario Mirador de Cable, un balcone nel vuoto situato nel Parco Nazionale dei Picos de Europa, a 1847 metri di altezza, raggiungibile solo con la teleferica di Fuente Dè.

Tra le vette dei Picos e le aspre Sierras di P۟ẽna Sagra e Pẽna Labra, una distesa insospettabile di paesini e borghi antichi dorme, cullata dal suo isolamento naturale. La valle fu dapprima rifugio del popolo dei Cantabri, poi della cristianità dell’VIII secolo, finché il Duca Diego di Mendoza pose fine alle lotte feudali. La regione della Cantabria rimase così isolata dagli sconvolgimenti che dilaniarono gli altri paesi europei e la sua vallata conservò per sempre i costumi e le antiche tradizioni.
Centinaia di opere d’arte gotiche sono dislocate lungo le antiche vie di pellegrinaggio: dalla Gola di Hermida scende il Río Deva, che attraversa l’asse centrale della valle e conduce a Santa María de Lebeña, per proseguire sino a Potes (borgo dei ponti), capoluogo della Liébana, riconoscibile per la sua Torre del Infantado. Ad ovest si trova il Monastero di Santo Toriblo de Liébana, protagonista del Giubileo del 2006: fondato nel VII secolo e riedificato nel XIII secolo, conserva, nella sua cappella barocca, il famoso Lignum Crucis, ovvero il frammento della Croce di Cristo più grande della storia, ed è uno dei cinque luoghi al mondo considerati santi (gli altri quattro sono Gerusalemme, Roma, Santiago di Compostela e Caravaca de la Cruz). Ad est c’è il Cabezón de Liébana. La via che conduce al Monastero consente di risalire la montagna e giungere a Fuente Dè; quella che passa per il Cabezón de Liébana, invece, permette di continuare la discesa della valle sino ad uno splendido capolavoro di Romanico cantabrico, la chiesa di Santa María la Real de Piasca. Il tutto è avvolto dal rumore delle acque che sgorgano dai Picos e attraversano i boschi sino a tuffarsi nella valle, anzi nelle piccole valli che formano la Liébana.
Anche le specialità gastronomiche della regione sono un toccasana. I cocidos (stufati) di fagioli bianchi (o ceci di Potes) e verza sono in cima alla classifica, ma siamo ospiti della regina dei formaggi, e non è possibile rinunciare a quelli ‘picones’ (piccanti) di Bejes e Tresviso. Del resto, un detto popolare dice: “Se il monte Lebeña fosse di formaggio picón, l´avrebbero già mangiato Peñarrubia e Lamasón” (due paesi vicini)…

Deborah Baldasarre

Link utili:
Guida turistica Spagna
Picos de Europa
Associazione cantabrica del turismo rurale

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